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LEO (DI CAPRIO) HA 40 ANNI!!!!

è un pò come quando ti scontri contro una porta che credevi aperta, o un vetro che non hai visto.
sei tranquilla e SBAMM!!!
ieri apro il sito del corriere o repubblica (non ricordo) ed ecco l'articolo fatale leonardo Di Caprio compie  40 anni!
40 anni???? ma come??? i pensieri mi sfuggono, la mente si annebbia...appena ripresa rileggo l’articolo e le foto annesse (tutte con modelle o attrici ultra perfette) e rivedo nella mente me 15enne che vado al cinema a vederlo (giovanissimo) annegare congelato in titanic ben 17 anni fa.

Ok, vabbè, pure io non sono una giovincella, so perfettamente di non avere i 15 anni che avevo all’epoca e nemmeno 17, anzi ringrazio ogni giorno di aver superato e nascosto l'adolescenza in un angolo della mente come qls persona (in)sana di mente fa prima di finire sul lettino del Freud di turno rimembrando imbarazzanti episodi sulla sua imbarazzante famiglia per sentirsi dire che tutto dipende dal rapporto con i genitori. (provate voi ad avere un rapporto sano con i miei….)

però, però, esattamente 32 anni non me li sento proprio e soprattutto non sono esattamente come me li sarei immaginata...

a 5 anni pensavo che a 32 anni sarei stata sposata, con figli, un lavoro pluridecennale magari in un ufficio con pareti mie, foto alle pareti, trattando di super affari in 4 lingue diverse, una casa indipendente, un cane e un gatto. quasi il massimo della borghesia stile barbie, tranne il rosa predominante. Ah, anche una linea invidiabile ottenuta mangiando qls schifezza desiderassi.

a 15/17 m'immaginavo una 32enne professionista cosmopolita, che dopo anni in giro per il mondo si era stabilita a londra o new york, convivente (l'idea del matrimonio era già andata a farsi benedire) con forse un figlio, il fedele cane e due gatti (quelli ci stanno sempre).

intorno ai 25/26 anni pregavo solo di trovare lavoro più o meno stabile, possibilmente attinente agli studi e un buco da chiamare casa con affitto bassissimo, magari un gatto (giusto perché sopravvivono cmq).

La realtà…
Dai 26 anni ad ora ho lo stesso posto di lavoro, stessa sedia ma con un numero di contratti diversi che non conto più. Lavoro noioso e senza fantasia: gestione clienti. Spiegandolo terra terra, io sono quella che risolve le lamentele che i clienti ci fanno: voglio la rettifica perchè avete stimato la mia lettura di ben 3 mc in più della reale, questo non mi piace, questo non lo voglio pagare….. alcuni, in loro difesa, hanno motivazioni ragionevoli, ma i più si rivolgono ai nostri canali potrebbero evitarlo.  

ho un lavoro, convivo, pago le bollette (senza lamentarmi), tutte cose da persona matura, coscienziosa.
e da ben 19 mesi sono la “responsabile e retta”  madre di una nana.


E cmq il sogno di prendere capra e cavoli (nana e moroso) per trasferirsi all’estero è sempre lì…

FOREVER FABIA

22 ottobre 2002, pescara


due giovani ragazze scendono da un treno e si avviano verso una concessionaria, una ero io, 20enne, studente universitaria, giovane e spensierata, l'altra una mia amica L., venuta con me in quello che sarebbe stato un giorno storico: la consegna della mia prima macchina.
sbrigate le formalità, ormai all'imbrunire saliamo a bordo del bolide blu e imbocchiamo l'A14 per tornare a modena. mentre guido, diligente L con la sua scorta di cd mette su la colonna sonora del viaggio e inizia a leggere il libro d'istruzioni informandomi del varie facezie. 
dopo qlc chilometro notiamo che i camionisti nella corsia sud dell'A14 ci slampano, mah? perchè poi? ma che vogliono??!!! poi iniziano a slamparci altre auto....ma che è????
ci fermiamo in una piazzola a controllare i fanali, anche se un auto nuova ritirata da 30 minuti dalla concessionaria NON DEVE AVER NESSUN PROBLEMA! 
L. scende, controlla, ride e mi dice che i fanali non vanno, o meglio, il fanale anabbagliante funziona solo con la freccia inserita lampeggiando, mentre la freccia non s'accende proprio. 
incavolata come un diavolo, chiamo mio padre riferendo il problema. lui chiama la skoda, preleva il meccanico e lo porta in autostrada. per fortuna sono solo fusibili invertiti e il tutto si risolve in 10 minuti. 
ripartiamo, sicure come non mai. 
nei 400 chilometri che ci separano a casa, ascoltiamo musica, parliamo, riceviamo telefonate da genitori per sapere la tabella di viaggio e anche da marino, venditore della fabia e amico di mio padre. incoraggiate da babbo e amici suoi riuniti a cena che chiedono info ogni mezz'ora, arriviamo al casello di modena, porto L. a casa e finalmente parcheggio l'auto sotto casa mia alla bellezza dell'una di notte.

11 anni e 136382 km fa.

11 ANNI E 136382 KM

sembra incredibile, sono senza la mia adorata e fedele Fabia. è come se mi mancasse una cara amica.

ieri ho svuotato la fabia da tutto ciò che si accumula in 11 anni e tanti chilometri, un viaggio fra ricordi e bigliettini, di parcheggi, di feste, cd, ... e virgin non mi ha aiutato trasmettendo nel momento più peso di ricordi una ballad...grazie virgin.

stamattina ho fatto l'ultimo viaggio con la Fabia verso il concessionario, e anche oggi virgin mi ha "aiutato" trasmettendo l'amore conta di ligabue, già che c'era poteva metter su un requiem.

in quei 30 minuti fra me e il concessionario i ricordi mi sono venuti tutti incontro: i primi 400 km sulla A14 con laura, tutte le mattine all'alba sulla tangenziale verso l'università, i tragitti in mezzo a nebbioni assurdi e nevicate da polo nord.

in 11 anni e 130mila chilometri ci sono mille ricordi e avventure. 

il primo incidente, un defender che mi sperona senza avermi dato la precedenza, la tipa del defender che piagnucola per la sua freccia rotta senza notare la fiancata distrutta della mia fabia con lo specchietto che penzola. 

i viaggi fino a palagano con mia cugina durante le estati fancazziste degli anni universitari, in cui ci divertivamo a imitate le telecronache delle corse rally. le notti di quelle estati in cui attraversavamo monti e valli per andare in qlc discoteca o qlc festa, le mille volte che dopo le serate alla sagra e festa della birra di palagano brille tornavamo a casa sulla fabia. 

il viaggio all'elba con la fabia bombata di roba. 

la volta che non volendo lasciare il litro di birra al pub mentre compravo le paglie me lo sono portata in auto, guidato con una mano (nell'altra il litro), fatto manovra con una mano mentre un maico comprava le sigarette e tornata al pub.

nei mesi del master a lucca, i viaggi lungo l'A1, il vallico fra emilia e toscana. 

quando ero a santarcangelo per il festival, su e giu fra casa e il paese, ad ogni ora del giorno e della notte.

gli ultimi e spettacolari anni...

i ritorni a casa dopo eterne serate al pub, con l'interrogativo -e che cazzo di strada ho fatto?- controllando eventuali ammaccature.

le prime volte che mia cugina ed io andavamo a marina per il week end, con i venerdi pomeriggi sulla A14 e i ritorni la domenica sera tardi per vivere fino all'ultimo la musica in spiaggia. 

le corse in mezzo alle campagne della bassa per andare al lavoro, le volte che le strade erano gelate o piene di neve o la nebbia non ti permetteva di vedere aldilà del tuo naso. 

la fabia trasformata in serra quando portavo le piante a claudia prima di partire per le ferie.

i week end in campeggio a marina, quella volta che in 4 con due tende partimmo per il mare. aneddoto: siamo in 4 sulla fabia, il baule caricato modello tetris con 2 tende quequa, materassini, pompa, valigie, strade basse, ad un certo punto seba riceve la telefonata da casa -si, babbo, tutto bene, si....si...tranquillo siamo col tuareg...- noi tre ci guardiamo, appena seba chiude chiedo -scusate ma l'ultima volta che sono salita quest'auto mi pareva una fabia. ho le allucinazioni?- non le avevamo, il babbo stava più tranquillo sapendoci con un suv 4 ruote motrici piuttosto che una fabia 2 ruote motrici. sapete 100km fra le campagne della bassa posso essere impervi.

quel 20 maggio, dopo essere stata svegliata dal terremoto, scesa in strada e ho aspettato l'alba seduta su di lei. 
il 29 maggio, il ritorno a casa dopo la scossa, con l'orecchio alle notizie dei danni.

le prime volte che ho messo la nana sulla fabia...

lei c'era sempre
e lasciarla nel parcheggio del concessionario è come lasciare un pezzetto di me stessa, di quella ragazza che a 20anni si è affacciata sulle strade a bordo della sua fabietta blu metallizzata e ha affrontato qls cosa la vita le ha messo davanti. 
grazie fabietta!


PER IL POTERE DELLO SMARTPHONE..!!!!

anni fa avevo un moroso, un tipo molto particolare. nel senso che era molto tradizionalista, le novità non gli andavano a genio. qls novità, da quelle tecnologiche (pure banale come il cellulare), a quella modaiola, a quella letteraria o cinematografica...insomma a lui non garbavano e come il vecchietto alla fermata del tram borbottava contro il mostro del pregresso.

per farvi capire il tipo una delle sue canzoni preferite era il ragazzo della via gluk, quella di celentano che rimembrava prati verdi, campagna ed odiava il cemento.
nato in mezo alla campagna lui e gli amichetti si immedesimavano nel giovane della canzone. cosa che non ho mai capito come facesse a colimare col suo essere campagnolo era la strada lavorativa scelta: il geometra!
un geometra che odia cemento e asfalto? inconcepibile, le case di cemento sono fatte (5 anni per il diploma da geometra qlc me lo hanno inculcato in testa) come puoi odiare un materiale con cui dovrai fare i conti per tutta la tua vita... altra incongruenza odiava il cemento ma amava il poraton (quello che noi blasfemi chiamiamo volgarmente mattone)...hem, e come ce li tieni insieme i vari poraton?? con la colla vinilica? mica sei mucciaccia.

fra le cose che venivano denigrate vi era internet, 15/10 anni fa era un innovazione. si inziò a polemizzare sulla connessione telefonica (ricordate i vecchi modem che trillavano? io li adoravo!), si passò a commentare malignamente la posta elettronica, a criticare myspace e amici e conoscenti cretini che vi si iscrivevano o usavano tali mezzi infernali (fra cui la sua stessa morosa che ne faceva un uso smodato....a detta sua).
anche l'invenzione dell'SMS fu condannata come cretinata inutile. infatti una della cose che non mi andavano a genio era proprio il suo rifiuto radicato di usare sms per comunicare. non sono quella che pretende l'sms del buondì o della buonanotte e tra i due un centinaio di -ciao, ti amo/t.v.b./come va?-, ma nelle cazzo di 16 ore in cui era sveglio almeno un sms lo poteva inviare, così per sentirsi. ore di discussioni perse, per lui se non avevi nulla da dire che inviavi sms a fare? e se avevi qlc da dire potevi telefonare.... ovviamente seguendo questo suo metodo col quale ci si sentiva solo per sapere quando e come beccarci non è che ti rende facile costruire il dialogo con una persona, nemmeno in 6 anni. credetemi.
nemmeno per dire -ce l'ho fatta! il cazzo di esame di psicologia l'ho passato!!-
nulla gli dicevo.
infatti finì.

oggi cercando nella rubrica di whatsapp, questa meravigliosa applicazione agli smartphone per messaggiare usando la rete, trovo sia lui, sia gli amichetti anti internet, chat, sms, social network e chi ne ha più ne metta.
ci sono tutti!!! con pure lo stato aggiornato, tipo: al lavoro, il più figo lo mette in inglese, at work, a casa, in riunione, ecc. corredati di faccette ed emoticon varie. lui banale: geometra con un triagolo di fianco (immagino che il triangolo simboleggi la squadra da disegno).
cioè io era additata come fanatica del web (ancora non esisteva wikipedia, google era agli inizi... che cazzo di fanatica ero????), come pazza innondatrice di mail (non gliene inviavo manco una a settimana...mah?), megera di myaspace (si, perchè? problemi?), meretrice di chat (c'era solo C6 e faceva pure cagare...), insomma un essere immondo contaminato dal world wide web. ci mancava mi dessere della nerd e facevo bingo!
addirittura quando tornai eccitata dagli USA con il MINI IPod ('na figata pazzesca nel 2004) mi persi eleganti critiche per essermi lasciata invogliare da un'assurda moda passeggera d'oltre oceano.
moda passeggera, parliamone oggi...

ed ora me li ritrovo su whatsapp??? (ovvio che non ho mai cestinato i numeri di cellulare, ehehhe)
magari hanno pure l'I-coso, magari già il 5-qlc-I-coso!!!


GUSTA SAN VITO 2012 - THE REVENGE!

Ci siamo! Mancano poco più di 20 giorni alla Gusta San Vito 2012 e quest'anno non sarò impreparata!
L'anno scorso partecipai a cuor leggero a questa rassegna enogastronomica fra le campagne e le vigne di San Vito, a Spilamberto, invitata da alcuni amici. Credevo fosse una leggera e tranquilla camminata, alternata a simpatici pit-stop mangerecci e beverecci, una cosetta delicata per passare una bella domenica soleggiata.

Beh non avevo calcolato il nostro dono naturale di assorbire certe quantità d'alcool. E che quantità!
La passeggiata itinerante si è trasformata in una battaglia a gavettoni fra un pit-stop e l'altro, è stato eletto dio Bacco, un rubicondo ragazzo che girava a torso nudo e con un tralcio di vite in testa, il cui talento era di ottenere non un bicchiere ma ben un bottiglia ad ogni fermata; all'arrivo sono giunta come un vietcong, trascinadomi sui gomiti.
qui il post dell'avventura

Ma come ho detto quest'anno non sarò impreparata!

Peccato per la mancanza di Bacco, da voci di paese pare che si sia trasferito in spagna… ne verrà eletto un altro…

il percorso

 

LA SANTA INQUISIZIO​NE!!!

La giustizia divina esiste! Ne ho le prove!
Chiunque ha avuto almeno un compagno di classe rompiscatole e che ti prendeva per bersaglio, mobile, immobile, non faceva differenza, lui era lì a prenderti in giro, dalle elementari alle superiori. Anzi no alle elmentari era un sfigatello con gli occhiali, uno scricciolo nerd un po’ lasciato a sé stesso, quasi simpatico, alle superiori i geni maschili devono avergli fottuto i neuroni nerdiani trasformandolo in un rompiscatole di prima categoria egocentrico, sedicente figo (ma dove??), e futura scoperta della musica italiana (credetemi marco carta è meglio!!! Si photoshoppava pure gli occhi da neri ad azzurri sulle copertine dei cd da lui incisi…). Beh ci ho convissuto i 5 lunghi, eterni, interminabili anni delle superiori, una tortura, un supplizio a cui le nazioni unite dovrebbero porre fine.
Ed oggi la sacra vendetta!!!!!!
Come la Morte la mia nera scure si è abbattuta su di lui, o meglio sulla sua bolletta dell’acqua!!!!!!!!!!
Senza pietà!
Non è stata una vendetta memorabile, o ricordata negli annali delle rivincite, ma IO SO!
Io RICORDERO’!! e anche se lui non saprà mai che dietro la banale e innocente bolletta che gli fattura 3 anni di acqua mai pagata ci sono io, a me basta essere stata colei che ha premuto il pulsante rosso, perché sono persona intelligente e matura che non medita vendette e rappresagli simili. 


Dite che inserire una noticella a caratteri piccini piccini tipo –bastardo sappi che questi euro te li ho fatturati io, brutto st***o che mi hai rotto per anni!!!!!!! Paga rompic***o!!!!- di fianco alla mia faccia sorridente sarebbe poco professionale?????

IO STO CON I LIBRI

oggi sul corriere trovo un post interessante sui libri: “Sempre meno libri di carta”. E l’Ikea trasforma Billy".
non non è un articolo su una qualche forma dilagante di non-lettura, ma bensì sulla sempre maggiore fruizione degli e-book, pare appunto che uno dei primi segnali del declassamento per i cari vecchi libri cartacei sia che la nota IKEA abbia annunciato un restyling della storica libreria per eccelenza BILLY (libreria dei miei sogni unica adatta a contenere tutti i miei libri ad un onestissimo prezzo stracciato!) in commercio dal 1978.
la nuova versione di Billy sarà appunto più stretta e con sportelli in vetro per proteggere non più i libri da lettura ma solo ameni soprammobili e libri da collezione...

ora da neo-proprietaria di un kindle (acquisto compiuto in occasione del viaggio negli States) benchè ammaliata dalla comodità di metter in borsa un leggero e compatto reader, invece che come al solito trascinarmi dietro kili di libri, resto (e resterò) sempre affezionata ai libri di carta; avrò sempre sull'angolo del mio comodino la familiare, protettiva e polverosa pila di libri che sto (e starò) leggendo, perchè non si può preferire un freddo macchinico elettronico al caldo libro.   
L'altro giorno cazzeggiando sul Corriere trovo un articolo sul paese della nonna toscana, Castiglioncello, di solito sono invoglianti articoli tema vacanziero che esaltano il luogo, il mare, la cucina, quegli articoli in cui il mio neurone si risveglia e m’impone di pensare “ma per quale c…o di motivo mio padre ha messo in vendita la casa????”



Come ho detto la mia nonna paterna era di Castiglioncello, non solo aveva un appartamento piccino molto carino, anche se era dopo il centro del paese e un po’ distante dal mare, ma aveva una terrazza che ti regalava una vista della macchia mediterranea punteggiata dai tetti in discesa fino ad arrivare al mare.
Questa volta però non si trovava nella sezione viaggi ma nella sezione cronache col triste titolo "Godilonda: il paradiso di D'Annunzio è diventato una discarica".
Questa ridente e allegra località della costa livornese che negli anni 50 e 60 era diventata famosa per la commedia italiana, qua sono state girate scene de “Il sorpasso” sulla storica via Aurelia, era nota anche come località di villeggiatura dei vip romani e milanesi; qui è dove il mio babbo è cresciuto, ha fatto "marachelle" degne di essere rimembrate e dove la sottoscritta ha mosso i primi passi (ovviamente sugli scogli, la sabbia mi faceva schifo) e ha imparato a nuotare dopo aver mangiato la focaccia del bagno "tre scogli" rischiando indigestioni, sapere che una sua parte è stata lasciata al''incuria e al degrado mi mette tristezza.
Questa bellissima villa, albergo fantasma ormai, troneggia uno sperone di roccia a picco sul mare che ha affascinato chiunque e deve il suo nome a D'Annunzio, sta sprofondando e vi vengono lasciati detriti e rifiuti.
Mi ricordo che la rimiravo dalla spiaggia, con la focaccia, in mano immaginando il proprietario che dopo essersi svegliato correva sul balcone e si esibiva in un tuffo da medaglia d’oro…in realtà volevo essere io quella persona. Ovviamente avevo 3 o 4 anni quando formulavo queste fantasie e cose come schiantarsi sugli scogli appuntiti sottostanti non erano concepibili tranne nella mia logica alla willie coyote.