se non sei on-line, non sei nessuno!
Facebook sta spedendo in pensione tutti gli altri metodi di comunicazione....
Solo poco tempo fa per organizzare una serata si inviava un sms a tutti gli amici e ci si sentiva troppo tecnologici. Oggi, nell'era FB, invece di spedire un sms, si utilizza la posta o la chat del social network e quindi siamo subbissati di notifiche del tipo "Tizio ti ha inviato una mail su Facebook"..."Caio ha risposto alla mail di Tizio"...e così via, che puntualmente cestino perchè se voglio sapere cosa mi scrivono su FB vado su FB (logico no??)
I pochi che ancora non si sono totalmente arresi a FB o quell'altra minoranza, che pure essendo iscritta non ci dedica il tempo nesecassario (tempo indefinito indicato dal popolo feissbookkiano), vengono esclusi da questi inviti o devono sperare che la voce passi e l'invito venga esteso anche ai non-feissbookkiani tramite gli "antiquati" mezzi di comunicazione come il cellulare. Nel caso che la notizia non superi i confini del social network, all'occasione in cui l'escuso farà notare che non era a conoscenza dell'evento (magari anche dispiacuito per non poter partecipare o averlo perso) ecco la classica risposta colpevolizzante "ma ti avevo inviato una mail su FB, perchè non le leggi???".
Nell'improbabile caso che in pochi trovino tempo per rispondere alla mail, l'evento semplicemente salta causa "mancato raggiungimento del numero minimo di risposte".
Per complicare le cose a chi non vuole essere sempre ON-LINE, il mercato è stato innondato dagli smart-phone, e se hai uno smart-phone devi anche avere un abbonamento che ti permetta di essere sempre collegato e ricevere al millesimo di secondo gli aggiornamenti di stato o mail ovunque tu ti trovi (...m'immagino la coppia durante la più intima situazione che riceve l'aggiornamento e interrompe per leggere la news...) un incubo!
Se resisti anche a questo come l'ultima foglia autummale ancora attaccata all'albero quando l'autunno volge all'inverno, ecco che l'amico di turno ti chiama e chiede sconvolto "perchè non sei mai on-line, devo dirti una cosa importantissima!!!!", se fai notare che già vivi col cellulare sempre in mano (mi sembra già troppo) e quindi basta o una telefonata o un sms, l'amico risponderà "ma io sono on line!!".
Oggi ,trattando l'argomento in ufficio, non ero la sola a lamentare amici votati al feissbookkismo estremo che ignoravano ogni altro metodo di comunicazione, ma mentre io rimango ferma sul mio rifiuto a dedicare anima e corpo a questa nuova religione, capitanata da un ricciolone ex-nerd che probabilmente se non ha meno anni di me, ha la mia stessa età, la collega decide di compiere l'estremo sacrificio: andare a comprare un cellulare di ultima generazione per poter essere sempre on-line...
Probabilmente diventerò un'eremita, ma a meno che ai gatti non spunti il pollice opponibile posso contare su di loro.
Solo poco tempo fa per organizzare una serata si inviava un sms a tutti gli amici e ci si sentiva troppo tecnologici. Oggi, nell'era FB, invece di spedire un sms, si utilizza la posta o la chat del social network e quindi siamo subbissati di notifiche del tipo "Tizio ti ha inviato una mail su Facebook"..."Caio ha risposto alla mail di Tizio"...e così via, che puntualmente cestino perchè se voglio sapere cosa mi scrivono su FB vado su FB (logico no??)
I pochi che ancora non si sono totalmente arresi a FB o quell'altra minoranza, che pure essendo iscritta non ci dedica il tempo nesecassario (tempo indefinito indicato dal popolo feissbookkiano), vengono esclusi da questi inviti o devono sperare che la voce passi e l'invito venga esteso anche ai non-feissbookkiani tramite gli "antiquati" mezzi di comunicazione come il cellulare. Nel caso che la notizia non superi i confini del social network, all'occasione in cui l'escuso farà notare che non era a conoscenza dell'evento (magari anche dispiacuito per non poter partecipare o averlo perso) ecco la classica risposta colpevolizzante "ma ti avevo inviato una mail su FB, perchè non le leggi???".
Nell'improbabile caso che in pochi trovino tempo per rispondere alla mail, l'evento semplicemente salta causa "mancato raggiungimento del numero minimo di risposte".
Per complicare le cose a chi non vuole essere sempre ON-LINE, il mercato è stato innondato dagli smart-phone, e se hai uno smart-phone devi anche avere un abbonamento che ti permetta di essere sempre collegato e ricevere al millesimo di secondo gli aggiornamenti di stato o mail ovunque tu ti trovi (...m'immagino la coppia durante la più intima situazione che riceve l'aggiornamento e interrompe per leggere la news...) un incubo!
Se resisti anche a questo come l'ultima foglia autummale ancora attaccata all'albero quando l'autunno volge all'inverno, ecco che l'amico di turno ti chiama e chiede sconvolto "perchè non sei mai on-line, devo dirti una cosa importantissima!!!!", se fai notare che già vivi col cellulare sempre in mano (mi sembra già troppo) e quindi basta o una telefonata o un sms, l'amico risponderà "ma io sono on line!!".
Oggi ,trattando l'argomento in ufficio, non ero la sola a lamentare amici votati al feissbookkismo estremo che ignoravano ogni altro metodo di comunicazione, ma mentre io rimango ferma sul mio rifiuto a dedicare anima e corpo a questa nuova religione, capitanata da un ricciolone ex-nerd che probabilmente se non ha meno anni di me, ha la mia stessa età, la collega decide di compiere l'estremo sacrificio: andare a comprare un cellulare di ultima generazione per poter essere sempre on-line...
Probabilmente diventerò un'eremita, ma a meno che ai gatti non spunti il pollice opponibile posso contare su di loro.
Perché Sanremo è Sanremo!
Puntuale come una rondine a primavera, riecco il Festival di Sanremo, capitanato quest’anno dall'eterno ragazzo nazionale Moranti. La sua squadra (targata Mediaset, della serie “noi della tv pubblica peschiamo dalla tv commerciale”) si avvale delle due bellezze (Belen e Canalis), che nell’ultimo anno hanno fatto a gara a suon di gossip, copertine di rotocalco e fidanzati; per andare contro-cultura (o tenere su gli ascolti) è schierata la collaudata coppia Luca&Paolo delle Iene; fra gli autori possiamo trovare il “cìovane” Federico Moccia, probabilmente esauriti i nomi assurdi di Niki, Babi, Pallina e annoiato dallo scrivere romanzi-fotocopia ha deciso di portare questa edizione a “tre metri sopra il cielo”.
La prima serata è un successo d’ascolti, che ha persino superato gli ascolti di Mamma Antonietta dello scorso anno, quasi 12 milioni. Luca&Paolo scherzano sulla coppia Berlusconi/Fini, scrivendo ed interpretando la perla di “Ti sputtanerò” e probabilmente attirandosi le ire dei direttori RAI, mentre Anna Oxa e la Tatangelo vengo rispedite gentilmente a casa loro o per usare un termine meglio conosciuto dalla seconda ELIMINATE.
La seconda serata, insieme ad un crollo d’ascolti (non si può essere sempre al top), si apre con il bacio fra Belen e Canalis, quasi uno scontro di canotti, Luca&Paolo si concentrano su Saviano e …… e si conclude con l’uscita di Albano e Patty Pravo.
La terza serata (oggi) è dedicata ai 150 anni dell’Italia, da mesi si fanno proposte su come festeggiarla, e negli ultimi giorni si è fatta sempre più certa la presenta del Toscanaccio nazionale Benigni, che allieterà la serata dedicata all’Italia e all’inno di Mameli. Malignamente si può pensare che il suo intervento sia studiato anche per incrementare gli ascolti…….
Sulle canzoni non posso dire nulla, devo ancora compiere il sacrificio di ascoltarle, o andare a ricercare i testi.
Vedremo cosa deciderà il televoto di quest’anno…
Buon Sanremo a tutti
La prima serata è un successo d’ascolti, che ha persino superato gli ascolti di Mamma Antonietta dello scorso anno, quasi 12 milioni. Luca&Paolo scherzano sulla coppia Berlusconi/Fini, scrivendo ed interpretando la perla di “Ti sputtanerò” e probabilmente attirandosi le ire dei direttori RAI, mentre Anna Oxa e la Tatangelo vengo rispedite gentilmente a casa loro o per usare un termine meglio conosciuto dalla seconda ELIMINATE.
La seconda serata, insieme ad un crollo d’ascolti (non si può essere sempre al top), si apre con il bacio fra Belen e Canalis, quasi uno scontro di canotti, Luca&Paolo si concentrano su Saviano e …… e si conclude con l’uscita di Albano e Patty Pravo.
La terza serata (oggi) è dedicata ai 150 anni dell’Italia, da mesi si fanno proposte su come festeggiarla, e negli ultimi giorni si è fatta sempre più certa la presenta del Toscanaccio nazionale Benigni, che allieterà la serata dedicata all’Italia e all’inno di Mameli. Malignamente si può pensare che il suo intervento sia studiato anche per incrementare gli ascolti…….
Sulle canzoni non posso dire nulla, devo ancora compiere il sacrificio di ascoltarle, o andare a ricercare i testi.
Vedremo cosa deciderà il televoto di quest’anno…
Buon Sanremo a tutti
Hell’s Kitchen????? Piuttosto “diamo una mano a poveri disperati”…
Un programma dal nome tanto infernale come minimo deve avere qualcosa di estremamente crudele o diabolico, e così sembrava quando iniziai a guardarlo un po’ di tempo fa…
Questo format prevede di trovare uno chef esclusivo fra 12 concorrenti, sotto la guida ed il giudizio di Gordon Ramsey, famoso chef inglese dall’eccelso giudizio e cattivo carattere.
Già per un’italiana uno chef inglese, anche di elevata bravura, è un po’ un contro senso (avete mai avuto il privilegio/sfortuna di dover mangiare in terra britannica?), ma poi se al giudizio di questo esperto sottoponiamo sedicenti cuochi americani possiamo raggiungere l’apice dell’assurdo.
Un inglese che insegna ad un americano a fare il risotto? O la pasta col sugo?
Ma tralasciando questo aspetto, arriviamo al nocciolo.
Dalle prime volte che ho iniziato a guardare questo programma, ciò che mi attraeva era appunto la perfidia con cui chef Ramsey bastonava a parole chi non aveva cucinavano all’altezza di Hell’s Kitchen e potevi stare sicuro che a fine episodio al malcapitato veniva imposto di togliersi la giacca da chef e di andarsene mentre la sua foto bruciava.
Invece negli ultimi episodi la cuoca che ha messo nei casini la cucina del ristorante, mettendo in difficoltà i suoi colleghi e continuando a sfornare e cucinare piatti che lo chef rimandava indietro (per non dire nella spazzatura) si è sempre miracolosamente salvata.
Che Ramsey si sia rabbonito?
Questo format prevede di trovare uno chef esclusivo fra 12 concorrenti, sotto la guida ed il giudizio di Gordon Ramsey, famoso chef inglese dall’eccelso giudizio e cattivo carattere.
Già per un’italiana uno chef inglese, anche di elevata bravura, è un po’ un contro senso (avete mai avuto il privilegio/sfortuna di dover mangiare in terra britannica?), ma poi se al giudizio di questo esperto sottoponiamo sedicenti cuochi americani possiamo raggiungere l’apice dell’assurdo.
Un inglese che insegna ad un americano a fare il risotto? O la pasta col sugo?
Ma tralasciando questo aspetto, arriviamo al nocciolo.
Dalle prime volte che ho iniziato a guardare questo programma, ciò che mi attraeva era appunto la perfidia con cui chef Ramsey bastonava a parole chi non aveva cucinavano all’altezza di Hell’s Kitchen e potevi stare sicuro che a fine episodio al malcapitato veniva imposto di togliersi la giacca da chef e di andarsene mentre la sua foto bruciava.
Invece negli ultimi episodi la cuoca che ha messo nei casini la cucina del ristorante, mettendo in difficoltà i suoi colleghi e continuando a sfornare e cucinare piatti che lo chef rimandava indietro (per non dire nella spazzatura) si è sempre miracolosamente salvata.
Che Ramsey si sia rabbonito?
Pausa pranzo in ufficio
Spesso mi porto il pranzo da casa per evitare “l’impuzzolamento” della mensa qua vicino. Un’ora per il pranzo è lunga da passare se non devi partecipare a “mensa senza forntiere”, ameno gioco a cui molti si sottopongono testardamente ogni giorno milioni di lavoratori: corri a timbrare l’uscita, corri in mensa prima degli altri, memorizza mentre passi velocemente il menù ed approfitta del tempo in fila per sbirciare i piatti altrui cercando qualcosa di tuo gusto, ordina, corri a pagare, corri per il tavolo, mangia veloce, corri al caffè e poi corri a timbrare in orario……un’orda barbarica che in un’ora invade e distrugge qualunque cosa sul suo cammino verso il cibo.
Bhè, la pausa pranzo, in un ufficio vuoto, comodamente seduta davanti al pc, si fa nettamente più rilassante, in più sfrutti il tempo per utilizzare internet o informarti su cosa accade nel mondo.
Oggi, ad esempio, il sito del Corriere riporta, oltre ai gossip delle festa ad Arcore e all’interminabile soap opera del federalismo e notizie di cronaca, due notizie che vorrei sottolineare per la loro rilevanza.
La prima grandiosa notizia è che la TIM ha finalmente mandato in pensionamento Belen, che ormai rischiava d’invecchiare sul set pubblicitario, scegliendo un’altra modella, che certamente non ci ha (ancora e forse mai lo farà) spaccato gli zebedei come la futura valletta sanremese è riuscita a fare. Da quando rotocalchi, giornali, gossip hanno è iniziato a parlare della modella argentina non si sono più fermati. Ormai chiunque conosce ogni sfumatura della love story Belen-Corona, i piccoli drammi della vita argentina del giovane (tra cui in banale furto in casa) sono stati riportati come fatti di cronaca nera della portata di un cataclisma (insomma ciccia, ti sei trasferita, hai un lavoro, hai il permesso di soggiorno, hai fama, non lamentiamoci, eh??), le sue vacanze in località lussuose con sorella e/o fidanzato avevano la stessa rilevanza della visita del presidente cinese alla Casa Bianca. Ma alla fine la caduta di vendite della TIM, di cui si era sentita voce alla fine del 2010, ha riportato giustizia.
Ma arriviamo all’altra notizia, che definirei la Buona Novella.
L’articolo riporta le gesta di un camionista della bassa Normadia che, baciato dalla fortuna, sbanca il lotto (premio di 10 milioni). Invece di cambiare vita e dopo 30 anni passati alla guida di un camion mancare in vacca tutto, godersi la bella vita, come farebbe ogni uomo, scegliendo una isola del pacifico come casa e passando gli anni della pensione steso sulla sabbia. NO!, lui sceglie di acquistare la società per cui lavora, salvandola così dal fallimento, evitando la disoccupazione ai suoi colleghi e riassumendo persino l’ex-capo. Non solo, quando qualche collega camionista manca all’appello il nostro benefattore salta sul camion ed affronta il viaggio in programma solo perché gli piace guidare.
Solo un francese può avere una generosità tale.
Un italiano al suo posto avrebbe probabilmente: comprato un’isola nel mar dei caraibi, divorziato dalla mogie e scelto una giovane concubina ventenne, preso per i fondelli l’ex-capo in fila all’ufficio di disoccupazione, sgasato con la sua Lamborghini nuova di pacca davanti ai colleghi che entravano al lavoro, e partito per l’isola sul nuovo yacht con elicottero annesso, per poi tornare pochi anni dopo in patria povero in canna.
Bhè, la pausa pranzo, in un ufficio vuoto, comodamente seduta davanti al pc, si fa nettamente più rilassante, in più sfrutti il tempo per utilizzare internet o informarti su cosa accade nel mondo.
Oggi, ad esempio, il sito del Corriere riporta, oltre ai gossip delle festa ad Arcore e all’interminabile soap opera del federalismo e notizie di cronaca, due notizie che vorrei sottolineare per la loro rilevanza.
La prima grandiosa notizia è che la TIM ha finalmente mandato in pensionamento Belen, che ormai rischiava d’invecchiare sul set pubblicitario, scegliendo un’altra modella, che certamente non ci ha (ancora e forse mai lo farà) spaccato gli zebedei come la futura valletta sanremese è riuscita a fare. Da quando rotocalchi, giornali, gossip hanno è iniziato a parlare della modella argentina non si sono più fermati. Ormai chiunque conosce ogni sfumatura della love story Belen-Corona, i piccoli drammi della vita argentina del giovane (tra cui in banale furto in casa) sono stati riportati come fatti di cronaca nera della portata di un cataclisma (insomma ciccia, ti sei trasferita, hai un lavoro, hai il permesso di soggiorno, hai fama, non lamentiamoci, eh??), le sue vacanze in località lussuose con sorella e/o fidanzato avevano la stessa rilevanza della visita del presidente cinese alla Casa Bianca. Ma alla fine la caduta di vendite della TIM, di cui si era sentita voce alla fine del 2010, ha riportato giustizia.
Ma arriviamo all’altra notizia, che definirei la Buona Novella.
L’articolo riporta le gesta di un camionista della bassa Normadia che, baciato dalla fortuna, sbanca il lotto (premio di 10 milioni). Invece di cambiare vita e dopo 30 anni passati alla guida di un camion mancare in vacca tutto, godersi la bella vita, come farebbe ogni uomo, scegliendo una isola del pacifico come casa e passando gli anni della pensione steso sulla sabbia. NO!, lui sceglie di acquistare la società per cui lavora, salvandola così dal fallimento, evitando la disoccupazione ai suoi colleghi e riassumendo persino l’ex-capo. Non solo, quando qualche collega camionista manca all’appello il nostro benefattore salta sul camion ed affronta il viaggio in programma solo perché gli piace guidare.
Solo un francese può avere una generosità tale.
Un italiano al suo posto avrebbe probabilmente: comprato un’isola nel mar dei caraibi, divorziato dalla mogie e scelto una giovane concubina ventenne, preso per i fondelli l’ex-capo in fila all’ufficio di disoccupazione, sgasato con la sua Lamborghini nuova di pacca davanti ai colleghi che entravano al lavoro, e partito per l’isola sul nuovo yacht con elicottero annesso, per poi tornare pochi anni dopo in patria povero in canna.
tv-digitale dipendente....
Per anni ho resistito a qualsiasi forma di pay tv, da tele+, a stream, fino ad arrivare a sky, ma non avevo fatto i conti con la tv digitale…
Anni e anni di orgogliosa resistenza, in cui mi godevo il programmi (anche piuttosto datati) della cara tv in chiaro, rifiutando stoicamente le offerte illimitate di cinema, telefilm e ogni quant’altro bendiddio poteva dedicare la pay tv ad una tele-dipendete come me (sono cresciuta allevata da MammaTv).
L’unico pregio e motivo era che ad un certo punto dello zapping non trovavi più nulla di tuo gradimento e quindi ti riversavi su altri passatempi, quali leggere, uscire, ogni genere di hobby a cui uno possa pensare pur di non studiare e evitando al contempo il totale risucchio del mio cervello da parte del tubo catodico.
Ed ecco che a fine 2010 l’emilia entra nella meravigliosa esaltante ed avveniristica era della tv digitale!
Ero talmente contro questo passaggio al digitale che ho rivitalizzato la tv primi anni ’70 del moroso, alla quale mancava la presa scart e che con lo switch-off si sarebbe spenta definitivamente. Dopo uno studio ingegneristico portato avanti insieme al moroso e un’amica, fortificati da birre medie, con la gentile concessione dell’amica stessa di un videoregistratore anni ’90, usato come bypass, siamo riusciti a far arrivare il segnale digitale alla nostra tv ormai d’epoca.
Mentre mi ero potuta preparare ad evitare il pensionamento della tv, sono arrivata del tutto ignorante ed impreparata all’invasione di canali che il digitale offre e quanto ciò può creare dipendenza, ed è qui che si consuma la tragedia…. Ormai dopo un assaggio dei canali cielo e real-time la mia vita non è più la stessa, inondata da mille programmi su cucina, ricette, ricevere ospiti, come vestirsi, come sposarsi, come chiedere all’altra metà di sposarti nel modo più assurdo che un umano posso congegnare….
Entro in cucina e nella mente mi vedo Chef Ramsey che urla “una Wellington, due pettini di mare, un risotto! Subito!!!!”; apparecchio la tavola per me e compagno e mi metto a sindacalizzare sulla tovaglia, onorevolmente sopravvissuta a nonna e madre, che fa a pugni coi tovaglioli di carta coop; metto in tavola la cena e il compagno assume le forme di Alessandro Borghese che si piega sul piatto per annusare ed assaggiare; mi vesto per uscire ed ecco comparire allo specchio Enzo che nota schifato l’assenza di tacco e di fard; rimugino per ore sull’amletico dubbio del “uso di cattivo gusto del termine piacere” quando ti viene presentata una persona, quindi cosa dovrei dire? Va al diavolo?... Barbara di “paint yuor life” mi ha già convinto a decorare una parte in cucina con lo stencil, e ultimamente guardo con occhio critico una vecchia scrivania.
Per fortuna non mi devo sposare, altrimenti progetterei tutta la fatidica giornata ispirandomi alle idee di Angelo ed Enzo, cercando un idilliaco castello sulle rive di un lago o a strapiombo su una roccia, ideando un bouquet con fiori esotici e sconosciuti, pianificando il volo di un bimotore che fa piovere petali di fiori sopra il ricevimento, facendo creare al Boss delle torte la wedding cake più assurda che si possa pensare e installandola nel mezzo del parco del castello con la caccia al tesoro muniti di candele.
Anni e anni di orgogliosa resistenza, in cui mi godevo il programmi (anche piuttosto datati) della cara tv in chiaro, rifiutando stoicamente le offerte illimitate di cinema, telefilm e ogni quant’altro bendiddio poteva dedicare la pay tv ad una tele-dipendete come me (sono cresciuta allevata da MammaTv).
L’unico pregio e motivo era che ad un certo punto dello zapping non trovavi più nulla di tuo gradimento e quindi ti riversavi su altri passatempi, quali leggere, uscire, ogni genere di hobby a cui uno possa pensare pur di non studiare e evitando al contempo il totale risucchio del mio cervello da parte del tubo catodico.
Ed ecco che a fine 2010 l’emilia entra nella meravigliosa esaltante ed avveniristica era della tv digitale!
Ero talmente contro questo passaggio al digitale che ho rivitalizzato la tv primi anni ’70 del moroso, alla quale mancava la presa scart e che con lo switch-off si sarebbe spenta definitivamente. Dopo uno studio ingegneristico portato avanti insieme al moroso e un’amica, fortificati da birre medie, con la gentile concessione dell’amica stessa di un videoregistratore anni ’90, usato come bypass, siamo riusciti a far arrivare il segnale digitale alla nostra tv ormai d’epoca.
Mentre mi ero potuta preparare ad evitare il pensionamento della tv, sono arrivata del tutto ignorante ed impreparata all’invasione di canali che il digitale offre e quanto ciò può creare dipendenza, ed è qui che si consuma la tragedia…. Ormai dopo un assaggio dei canali cielo e real-time la mia vita non è più la stessa, inondata da mille programmi su cucina, ricette, ricevere ospiti, come vestirsi, come sposarsi, come chiedere all’altra metà di sposarti nel modo più assurdo che un umano posso congegnare….
Entro in cucina e nella mente mi vedo Chef Ramsey che urla “una Wellington, due pettini di mare, un risotto! Subito!!!!”; apparecchio la tavola per me e compagno e mi metto a sindacalizzare sulla tovaglia, onorevolmente sopravvissuta a nonna e madre, che fa a pugni coi tovaglioli di carta coop; metto in tavola la cena e il compagno assume le forme di Alessandro Borghese che si piega sul piatto per annusare ed assaggiare; mi vesto per uscire ed ecco comparire allo specchio Enzo che nota schifato l’assenza di tacco e di fard; rimugino per ore sull’amletico dubbio del “uso di cattivo gusto del termine piacere” quando ti viene presentata una persona, quindi cosa dovrei dire? Va al diavolo?... Barbara di “paint yuor life” mi ha già convinto a decorare una parte in cucina con lo stencil, e ultimamente guardo con occhio critico una vecchia scrivania.
Per fortuna non mi devo sposare, altrimenti progetterei tutta la fatidica giornata ispirandomi alle idee di Angelo ed Enzo, cercando un idilliaco castello sulle rive di un lago o a strapiombo su una roccia, ideando un bouquet con fiori esotici e sconosciuti, pianificando il volo di un bimotore che fa piovere petali di fiori sopra il ricevimento, facendo creare al Boss delle torte la wedding cake più assurda che si possa pensare e installandola nel mezzo del parco del castello con la caccia al tesoro muniti di candele.
drammi al lavoro
Certi momenti al lavoro possono essere duri, come poco dopo essere entrati in ufficio ed aver acceso il pc, oppure quei drammatici minuti prima della pausa pranzo possono scatenare il peggio di noi….
La storia di oggi si svolge in quei precisi momenti…
Senza annoiare sui penosi processi di distribuzione del lavoro che seguiamo, vi dirò che al mattino ci arriva un file condiviso in rete in cui ognuno di noi sa quale genere di richiesta deve elaborare.
Ebbene stamattina entra una collega e annuncia a tutti noi che il file per oggi era pronto, una di noi, la Vip dell’ufficio ribatte piccata perchè a lei di solito viene spedita una mail, immagino che non sia abituata a questa nuova funzione di comunicare oralmente le mansioni……
In ogni caso la faccenda sembra finita qua.
Dopo ben 4 ore, mezz’ora prima di andare in pausa pranzo la Vip in questione entra nell’ufficio correndo sui tacchi e ringraziando sarcasticamente la poveretta che stamattina aveva dato il discusso annuncio. L’infelice collega viene accusata di non aver continuato la discussione o insistito perché la Vip aprisse o lavorasse questo benedetto file. Ma soprattutto, dramma nel dramma, il file è condiviso!!!!!! Non è stato creato solo per lei, ma per tutti i colleghi……orrore e ribrezzo………
La storia di oggi si svolge in quei precisi momenti…
Senza annoiare sui penosi processi di distribuzione del lavoro che seguiamo, vi dirò che al mattino ci arriva un file condiviso in rete in cui ognuno di noi sa quale genere di richiesta deve elaborare.
Ebbene stamattina entra una collega e annuncia a tutti noi che il file per oggi era pronto, una di noi, la Vip dell’ufficio ribatte piccata perchè a lei di solito viene spedita una mail, immagino che non sia abituata a questa nuova funzione di comunicare oralmente le mansioni……
In ogni caso la faccenda sembra finita qua.
Dopo ben 4 ore, mezz’ora prima di andare in pausa pranzo la Vip in questione entra nell’ufficio correndo sui tacchi e ringraziando sarcasticamente la poveretta che stamattina aveva dato il discusso annuncio. L’infelice collega viene accusata di non aver continuato la discussione o insistito perché la Vip aprisse o lavorasse questo benedetto file. Ma soprattutto, dramma nel dramma, il file è condiviso!!!!!! Non è stato creato solo per lei, ma per tutti i colleghi……orrore e ribrezzo………
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Forse le vicende assurde che accadono attorno a me, i drammi dei colleghi, o probabilmente solo una valvola di sfogo per non prendere kalashnikov AK-47 e fare una strage ma provo a rimettere in vita questo cassetto nel cyber spazio……
AAA attenzione alle riduzioni delle bollette
Verso l'ora del pranzo a casa della mia cugi suonano, lei va ad aprire e davanti, illuminati dalla luce del sole di luglio che filtra dal lucernaio delle scale, come dei di greca bellezza, appaiono due figaccioni palestrati (perdonate il neologismo) che in possesso di tesserino di riconoscimento di enel si presentano come i salvatori della bolletta e chiedono di parlare col titolare. La nostra protagonista chiama la matriarca, la quale chiede ai giovani volenterosi di tornare verso le due dopo che hanno finito il pranzo. I giovani salutano e se ne vanno. Madre e figlia chiamano l'enel ma come sempre le linee sono intasate, e ad un certo punto la maggiore si ricorda che una delle numerose cugine (le nonne avevano tanti fartelli e sorelle...) ha effettuato un cambio di tariffa dell'elettricità ma non sembrava molto entusiasta. Decidono infine di dare udienza ai giovani figacioni e ascoltare cosa propongono. Poco prima dell'orario concordato il vicino di casa suona alla porta e chiede informazioni sui due sedicenti impiegati enel comunicando che sono due truffatori che mentre le vittime si allontanano per cercare le bollette distratte da uno dei due, l'altro inizia a arraffare ciò che è a portata di mano e fornisce alle mie parenti il numero della polizia. Senza perdersi d'animo matriarca ed erede elaborano un astuto piano per incastrare i malfattori: mentre la madre esce di scena con la scusa di cercare le bollette e chiama la polizia, la figlia rimane a tenere d'occhio i due tipacci..... Ebbene si vede che le vittime designate sono sembrate troppo giovani o i manigoldi hanno preferito non ritornare.... Come mi ha scritto mia cugina "stai all'occhio anche te, se passano dei fighi che ti vogliono aiutare ad abbassare la bolletta enel.."
visite a sorpresa
Sabato inizio a sentirmi un po male e il tardo pomeriggio penso di avvertire chi usciva con me la sera per evitare buche dell'ultimo minuto. Messaggiando con l'amica noto uno strano e conturbante interesse per i miei malesseri e sintomi.... Non sono in grado di commentare con la giusta verve, la giusta ironia cinica alla Chandler Bing riporto per intero il post di una testimone.....
LA LUNGA STRADA PER VIA PANNI.....
Le relazioni a distanza già sono complicate di loro, quando poi uno degli elementi della coppia decide per un ricongiungimento a sorpresa è ovvio che nulla può andare per il verso giusto, agenti endogeni ed esogeni ti remano contro, i mostri di bubble bubble ti inseguono, la maga Circe ti vuole tramutare in maiale e simili… qualcuno l’ha definito destino beffardo ma a me pare solo sfiga ….. Insomma più che un quadretto da Love is .. o da fidanzatini di Peynet ricorda la saga di qualche cartone animato anni ’80 dove i protagonisti per riavvicinarsi devono far fronte ad una sequela incredibile di circostanze avverse che neanche tutta l’acqua di Lourdes potrebbe migliorarne la condizione e solo pagando col sudore, come in saranno famosi, si riesce a mutare il nefasto corso dell’accadimento!!
Ma analizziamo i fatti con ordine! Il programma primigenio consisteva nel bloccare la metà femminile della mela per un’uscita sabato sera, mezzora prima prelevare quella maschile in stazione e riunire il quadretto … semplice …anzi troppo semplice!!!! Già il Venerdì sera in più amici tentavano di organizzare serate fuori rotta tipo‘mangiamo cinese a san giovanni’, ‘guardiamo un film a casa mia ‘etc ed ovviamente non le si poteva dire “no tu non ci puoi andare “ma era necessario tentare di trovare alternative più accattivanti in caso lei avesse accettato le altrui proposte, ma estinto questo punto non ci sarebbero stati altri problemi!!......E invece no!!!Come nelle migliori soap opere nulla si può risolvere secondo uno schema semplice e lineare : parto dal punto A ed arrivo in linea retta al punto B , ma piuttosto parto da A e per arrivare a B partecipo a giochi senza frontiere,attraverso il deserto del Sahara con Willy Fog e attraverso l’oceano con il capitano Achab sempre ammesso che ci arrivi al maledetto B!!!! Dunque il Sabato pomeriggio la metà femminile avverte che sta malissimo e non esce, questo ovviamente mentre il melo è giusto, giusto appena salito sul treno…che tempismo eh!?!Nel frattempo noi tentavamo di immedesimarci nel Dott. Ross per fare un’anamnesi della sofferente e comprendere se c’era una possibilità che potesse riaversi e comunque uscire, decidiamo ad ogni modo di spostare la risoluzione del caso e la scelta sul da farsi all’arrivo del treno, sperando che nel frattempo il giovanotto avesse incontrato nella sua carrozza la Carrà a cui chiedere così delucidazioni su come aggiustare il tiro alla carrambata vicina ormai al declino….
Sceso dal mezzo riceve un messaggio dalla metà mela, casualità che si rivela fortunata poiché ci permette, con l’instaurare questo dialogo virtuale, di percorrere il tragitto che si conclude con l’arrivo davanti alla di lei casa e l’invio di un ultimo sms recitante“ avevi ragione a Modena fa davvero caldo”.Con questa espressione ovviamente speravamo in una discesa concitata dalle scale tipo Ambra ai tempi di ‘Favola’, apertura di porta e successivo finale con abbraccio da format televisivo, eravamo infatti già pronti ad intonare “All you need is love .. parapparapa ..”Ma la fanciulla pare che quella sera avesse lasciato la perspicacia in frigo a prendere un po’ di fresco e quindi comincia così una scenetta degna del Muppet Show dove lui, cercando di convincerla, continua ad asserire che la sua presenza a Modena è reale e si trova precisamente di fronte alla magione dell’amata e lei via sms continua a rispondere con frasi che riassunte in unico concetto sono “non mi prendere per il culo, sei un cretino “. Dopo una ventina di minuti passati a guardare in trepidante attesa ogni persona che usciva dal cancello e ponendoci domande del tipo”ma l’avrà capito?””ma sì dai..””ma son passati 10 minuti..forse non ha capito..” ci sovviene l’idea di inviare tutti quanti un sms nella speranza che ci credesse e si risolvesse a scendere o almeno a mandarci a quel paese abilitandoci così a spostarci dal cancello del condominio dove ormai stavamo avendo un inizio di radicamento… Miracolosamente l’unione messaggistica sortisce effetto e ci risponde, cito testuali parole ,”non lo sapevo, mi vesto e vi raggiungo, dove siete?” .E lì ci chiediamo :-se l’avessi saputo che cacchio di sorpresa sarebbe stata?! –In riferimento alla domanda logistica ci siamo domandati se il concetto elucubrato precedentemente “SOTTO CASA TUA” lasciava adito ad interpretazioni ambigue..Chissà letto al contrario come si faceva con le canzoni dei rolling stones forse sì… Dopo tutta questa fatica ella si svela come in un’epifania mitologica, con nostro immenso sollievo visto che la sete e la fame stavano sopravanzando, a saperlo prima ci saremmo attrezzati con tenda e fornelletto dando vita al “LOVE CAMPING VIA PANNI”…....
Claudia
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